TRE RICERCATORI MODENESI TRA I 100 CHE CONTANO NEL CAMPO DEI NUOVI FARMACI.De Luca, Dominici e Pellegrini indicati dalla rivista Medicine Maker tra i personaggi più influenti, nel mondo, in questo campo.

De Luca, Dominici e Pellegrini indicati dalla rivista Medicine Maker tra i personaggi più influenti, nel mondo, per lo sviluppo di nuove medicine.

C’è un rivista prestigiosa, The Medicine Maker, che si occupa di farmaci, di ricerca, di industria e di valorizzare le persone impegnate in quest’ambito. Da alcuni anni la stessa rivista, con l’apporto dei lettori e mediante una giuria di esperti, si impegna nell’individuare i 100 personaggi, nel mondo, che più di altri si distinguono per capacità e per visione del futuro nel campo della ricerca, dello sviluppo e della produzione di nuove medicine.

Modena, quest’anno, stabilisce un suo piccolo-grande primato, con ben tre ricercatori inseriti nelle diverse classifiche. Il nuovo ingresso è quello di Massimo Dominici, Professore associato di Oncologia medica dell’Università di Modena e Reggio Emilia, responsabile di uno dei laboratori del Tecnopolo “Mario Veronesi” di Mirandola e tra i fondatori di Rigenerand, azienda del distretto biomedicale che sta sviluppando nuove terapie cellulari.

Il Prof. Dominci si aggiunge ai colleghi già citati dalla rivista anche lo scorso anno e cioè il prof. Michele De Luca, Direttore del Centro di Medicina Rigenerativa “Stefano Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia, e la Prof.sa Graziella Pellegrini, Direttrice del programma di Terapie cellulari dello stesso centro “Stefano Ferrari”.

“Dominici dirige uno dei nostri laboratori di Mirandola, con De Luca e Pellegrini collaboriamo da anni per la diffusione dei risultati di loro progetti di ricerca. Ovviamente contano i meriti personali, conta il valore dei team e dei centri di ricerca, conta -aggiunge Barbara Bulgarelli, direttrice di Fondazione Democenter- anche il valore del territorio, delle sue aziende e di strutture come la nostra che quotidianamente promuovono e sostengono l’incontro tra la ricerca e le imprese”.

Menu